15 ottobre 2008

ACQUA IN BOCCA: VI ABBIAMO VENDUTO L'ACQUA di Rosaria Ruffini

Mentre nel paese imperversano discussioni
sul grembiulino a scuola, sul guinzaglio al
cane e sul flagello dei graffiti, il governo Berlusconi
senza dire niente a nessuno ha dato il via alla
privatizzazione dell'acqua pubblica. Il Parlamento
ha votato l'articolo 23bis del decreto legge 112
del ministro Tremonti, che afferma che la gestione
dei servizi idrici deve essere sottomessa alle
regole dell'economia capitalistica. Cosi' il
governo Berlusconi ha sancito che in Italia
l'acqua non sara' piu' un bene pubblico ma una
merce, e quindi sara' gestita da multinazionali
(le stesse che possiedono l'acqua minerale).
Gia' a Latina la Veolia (multinazionale che gestisce
l'acqua locale) ha deciso di aumentare le bollette
del 300%. Ai consumatori che protestano, Veolia
manda le sue squadre di vigilantes armati e carabinieri
per staccare i contatori. La privatizzazione dell'acqua
che sta avvenendo a livello mondiale provochera',
nei prossimi anni, milioni di morti per sete nei
paesi piu' poveri.
L'acqua e' sacra in ogni paese cultura e fede del
mondo. L'uomo e' fatto per il 65% di acqua, ed e'
questo che il governo italiano sta mettendo in vendita.
L'acqua che sgorga dalla terra non e' una merce, e'
un diritto fondamentale umano e nessuno puo'
appropriarsene per trarne illecito profitto. L'acqua
e' l'oro bianco per cui si combatteranno le prossime
guerre. Guerre che saranno dirette dalle multinazionali
alle quali oggi il governo, preoccupato per i grembiulini,
sta vendendo il 65% del nostro corpo.
Acqua in bocca.

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